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C'è cashmere e Cashmere…

 

Da dove proviene il Cashmere

Cashmere è il nome di una fibra tessile naturale, piuttosto pregiata, che si ottiene dal vello dell'animale Capra hircus.

Il nome deriva da Kashmir, il territorio indo-cino-pakistano dove gli europei conobbero per la prima volta questa fibra; si tratta di una regione montagnosa, dove le capre da Cashmere trovano il proprio habitat nei gelidi altipiani a più elevata altitudine. Oltre che in questo areale, le capre da Cashmere sono allevate in diverse regioni montane dell'Asia Centrale, in Cina, Mongolia, Iran, Tibet, Afghanistan, Turchia, India e in alcune repubbliche dell'ex Unione Sovietica;

Tradizionalmente, il cashmere considerato più pregiato proviene dagli altopiani della Mongolia Interna cinese, dalle province del Ningxia e della Inner Mongolia (famosa è la città di Dong Cheng, vera e propria capitale del cashmere): un territorio aspro e dal clima rigidissimo.

Le Capre Hircus, per sopravvivere ad un habit in cui gli inverni raggiungono temperature di -40°, hanno sviluppato una particolare pelliccia.
Sotto il pelo esterno, lungo e resistente, ne possiedono un altro composto invece da fibre finissime e molto morbide. Il Duvet. È lo strato interno del pelo, soffice e lanoso, da cui si ricava la fibra cashmere la cui caratteristica principale è quella di offrire un elevato isolamento termico, sia al caldo che al freddo. Per raccogliere il duvet, si esegue una pettinatura manuale del mantello in primavera, durante la stagione della muta.
Questa fibra, come il pelo che lo protegge e che lo circonda (la giarra), può essere di vari colori; da un bianco candido ad un “quasi” nero, con tutta una serie di colori e sfumature intermedi.

 

 

Perché il Cashmere è cosi pregiato

Il Cashmere è sempre stato una prerogativa di pochi eletti, si pensi che Il filato di cashmere costa sui 165 euro al kg, senza la manodopera per la lavorazione!

Ancora oggi, il prezzo di un abito, una giacca, un capospalla, un pullover, un cardigan o un cappotto in puro cashmere è a dir poco proibitivo, nell'ordine di diverse centinaia di euro. 

Trattandosi di una fascia di prezzo inaccessibile ai più, ed essendo le possibilità di guadagno piuttosto invitanti, non mancano capi d'abbigliamento "in cashmere" a prezzi più abbordabili.

Per abbattere il prezzo, è sufficiente ridurre la percentuale di cashmere nel tessuto, sostituendola ad esempio con lana merino di grande finezza (comunque una fibra di pregio, seppur inferiore).

Si può anche scegliere cashmere di qualità inferiore, ad esempio più spesso. .

Non mancano poi i capi realizzati con cashmere rigenerato, proveniente da materiale usato.

Vi sono diverse ragioni per le quali il cashmere è così prezioso.

Anzitutto, l'areale adatto all'allevamento è particolarmente limitato ed ostile; ciò impedisce l'allevamento intensivo ed il conseguente abbattimento dei costi di produzione. In effetti, il cashmere di migliore qualità e quantità si ottiene dai pascoli più ostili, spazzati da venti gelidi e tempeste di neve; viceversa, dagli allevamenti in climi più temperati si ricavano quantità inferiori di cashmere per singolo capo, e diminuisce anche la loro qualità (perché aumenta lo spessore del duvet).

In secondo luogo, sul prezzo elevato incidono i limitati quantitativi di cashmere che si ottengono da ogni singola pecora. Da ogni capra hircus si possono ottenere solo due etti di fibra nobile, quanto basta per produrre un maglione, mentre una comune pecora produce ben tre chili di lana. Questa enorme differenza è dovuta al fatto che il cashmere si ottiene solo dalla parte migliore dell’animale, ossia il sottopelo (parte che cresce sotto la pancia). Un'altra differenza sta nel fatto che, mentre per le pecore la lana si ottiene mediante tosatura, il cashmere si ottiene attraverso una pettinatura manuale del mantello durante la stagione della muta, che avviene in primavera. In questo periodo i pastori tagliano prima i crini esterni con le forbici e poi raccolgono il duvet con appositi pettini dai denti lunghi. Le fibre dei due manti della capra vengono quindi lavate, separate e infine filate.

Non da ultimo, il pregio del cashmere dipende dalla già ricordata qualità di questa fibra naturale. Per quanto riguarda uno dei criteri più importanti, la finezza, il diametro medio delle fibre duvet è di 14-16 micron (14-16 millesimi di millimetro), mentre la lana merino più pregiata ha un diametro intorno ai 19-20 micron..

Il cashmere è anche più caldo rispetto alla lana, dato il suo potere isolante 10 volte maggiore. Tuttavia, può essere indossato anche nei mesi più caldi, poiché isola il corpo e lo protegge egregiamente anche dal caldo intenso

Grazie alla sua finezza, il cashmere ha una mano setosa e vellutata, e dà una sensazione di comfort e morbidezza che accarezza la pelle e appaga gli occhi

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Mantenimento del Cashmere

I capi in cashmere necessitano, essendo prodotti pregiati, di particolari accorgimenti in primis non dovete mai indossare un capo in cashmere 2 giorni di seguito, ma farlo riposare almeno un giorno, arieggiandolo su una superficie piana all’aperto prima di indossarlo di nuovo

I capi pregiati possono manifestare la tendenza a formare palline superficiali, la presenza di pilling non è quindi indice di bassa qualità ma una caratteristica della fibra;  dopo i primi lavaggi il pilling tende ad esaurirsi, possiamo togliere le palline restanti spazzolando il capo con delicatezza con le apposite spazzoline anti-pilling in velluto

 

La Pashmina di Cashmere

La parola Pashmina deriva Pashmineh (پشمینه), dal persiano pashm, che significa "lana" ed indica un prodotto tessile a base di lana cashmere, pregiatissima fibra tessile formata con il pelo della Capra hircus (Chyangra in nepalese, altrove changthangi ) che vive sulla catena montuosa dell'Himalaya tra NepalPakistan e il nord dell'India

La parola identificava lo scialle dei maharaja ottenuto con la pashmina usando solo il sottovello della parte del collo delle capre in questione; da lì l'uso della parola si estese ad identificare la famosa sciarpa